Ancora oggi lo spacchino è una figura insostituibile  ed di alta artigianalità, tipica della lavorazione del'ardesia. Questo vero e proprio artista opera sullo sgabello tradizionale e con gli stessi strumenti del passato, portando avanti conoscenze e competenze che si tramandano da generazioni. Il suo lavoro, di estrema precisione, consiste nel ricavare sottili lastre dal blocco di pietra. La prima competenza è la capacità di posizionare i blocchi secondo il verso giusto, cioè secondo la naturale linea di sfaldatura dell’ardesia. Un altro particolare fondamentale riguarda l’umidità della pietra, che deve essere mantenuta costante dal momento dell’estrazione a quello della lavorazione. Per questo, oggi come un tempo, l’ardesia appena estratta viene cosparsa di una fanghiglia di acqua e polvere di ardesia e i blocchi vengono successivamente avvolti in involucri di materiale plastico per creare una sorta di effetto sauna e mantenere l'umidità. Quello dello spacchino è un lavoro semplice quanto ingegnoso: per sfaldare le lastre dispone il ceppo fra le ginocchia e con scalpello e mazzuolo lo suddivide di metà in metà, fino ad ottenere lastre dello spessore desiderato. Per definire lo spessore dapprima egli pratica con lo scalpello una leggera incisione lungo la traccia del piano di sfaldamento e poi fa sì che lo scalpello penetri sempre più nella fenditura finchè il ceppo non si divide in due parti. La sfaldatura è un momento delicatissimo: un minimo sbaglio e si otterrebbero solamente pezzi rovinati e di scaglie, butttando via tutto il lavoro fatto fino a quel momento.