Il Marmo rosso di Levanto è una varietà di marmo estratta nel comune di Levanto, da cui prende il nome, e nei vicini comuni della Riviera spezzina. Era già uno dei più importanti marmi colorati usati dai romani e anche in epoca più recente è stato impiegato per rivestimenti, colonne e pavimenti. Geologicamente si tratta di un'oficalce a fondo rosso che presenta venature bianche di calcite, rari ammassi di quarzo e, a volte, zone verdi di serpentino. La colorazione rossa prevalente è dovuta all'ematite. Il peculiare aspetto cromatico e le caratteristiche di lucidabilità e durabilità ne hanno determinato la fortuna merceologica. L'estrazione del marmo rosso nelle ampie cave a cielo aperto diffuse lungo la riviera spezzina, è molto antica, come attesta il ritrovamento di alcuni manufatti funerari etruschi realizzati con questo materiale. La massima produzione era concentrata tra i comuni di Framura, Bonassola e Levanto. L'attività estrattiva, che ha avuto il suo picco tra la fine del XIX secolo e i primi anni '30, è attualmente molto limitata e concentrata in poche cave a causa delle delicate condizioni ambientali dei siti di provenienza.